Italia, viaggi

Week end autunnale in Toscana, tra Chianti, Firenze e Val d’Orcia

Sono stata in Toscana almeno venti volte, l’ho girata in lungo e in largo, eppure ogni volta che ho l’occasione di andarci trovo un nuovo posto pronto a lasciarmi senza parole.

E così è andata anche lo scorso week end.

Come ogni anno, io e Lorenzo eravamo alla ricerca di un luogo immerso nella natura per goderci il foliage autunnale e, con la complicità degli sconti di Italo di quale settimana fa e dell’invito ricevuto da una coppia di amici che vive a Firenze, la scelta è ricaduta sulla Toscana.

Se ne avete voglia, prima di proseguire nella lettura, potete guardare il video che abbiamo girato durante il week end in toscana, facendo clic qui.

 CHIANTI

Venerdì pomeriggio, appena usciti dalla Stazione di Firenze, i nostri amici ci portano direttamente in Chianti. Non c’ero mai stata e, sinceramente, non potevo immaginare che potessero esistere dei paesaggi tanto belli appena fuori una città importante come Firenze.

Mentre viaggiamo, continuo a guardare fuori dal finestrino e sono talmente rapita dalla bellezza delle colline che attraversiamo che non ho scatto alcuna foto che possa testimoniarla. Dovete fidarmi delle mie parole e andare a vedere il Chianti di persona.

Ho scoperto che questa è una zona particolarmente amata dagli inglesi, tanto da essere stata soprannominata Chianti-shire, per il numero di cittadini britannici che hanno scelto di trasferirvisi.

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Abbiamo raggiunto un piccolo paese, Greve in Chianti, in cui ci fermiamo per una degustazione di vino. Scegliamo l’Enoteca Falorni , una cantina enorme, che offre numerose tipologie di vini e spumanti. Per assaggiarli ci viene fornita una sorta di carta di credito, che ci permette di scegliere qualsiasi vino presente nei dispenser dell’enoteca, pagando il conto alla fine. Abbiamo accompagnato la degustazione con un fantastico tagliere di salumi e formaggi locali, serviti con un miele al lampone che è una vera delizia.

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VAL D’ORCIA

La Val d’Orcia è la nostra meta per il sabato. La fortuna ci ha regalato una giornata di sole splendida e non troppo fredda. Siamo partiti da Firenze di buon mattino e nel giro di un’ora e mezza avevamo raggiunto al nostra prima tappa: Pienza.

Ero già stata a Pienza anni fa, ma non me la ricordavo così bella. Arroccata su un’altura, le terrazze che circondano la cittadina offrono un panorama mozzafiato sulle colline dorate della Val d’orcia.

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A Pienza la vita scorre lenta, insieme alle abitudini dei suoi abitanti. E allora c’è tempo per scattare qualche foto in Piazza Pio II, il cuore della città; c’è tempo per comprare qualche pezzo di pecorino da portare a casa e anche per fare due chiacchiere con una signora, che si lamenta perché sono mesi che non piove e le piante del suo terrazzo non sono più rigogliose come un tempo.

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Dopo Pienza ci spostiamo a San Quirico D’Orcia, un borgo di origine etrusca che spicca tra le colline senesi. San Quirico è ancora più tranquilla di Pienza: ci sono meno turisti, meno negozi, meno rumori. E tutto si può assaporare con maggiore calma.

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Passiamo dalla piazza principale, ci fermiamo ad ammirare una mostra allestita all’interno dei giardini Horti Leonini e proseguiamo fino alla Chiesa di San Francesco.

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Lasciando San Quirico, ci mettiamo alla ricerca della Cappella della Madonna di Vitaleta, la famosa chiesetta – molto apprezzata soprattutto su Instagram – immersa nei campi di grano. Il paesaggio è talmente ameno, che Ridley Scott l’ha scelto per rappresentare i Campi Elisi ne Il Gladiatore….ho reso l’idea? Ecco, avrei voluto vederla con i miei occhi, ma purtroppo i nostri navigatori iniziano a perdere la strada, e non riusciamo a raggiungerla. Perdiamo circa un’ora a cercare di capire dove si trovi e, verso le 14.00, delusi e affamati, decidiamo di lasciar perdere.

Successivamente, dopo aver raggiunto la nostra terza tappa, Montalcino, scopriamo che la Cappella si trova tra Pienza e San Quirico d’Orcia, su una strada sterrata non raggiungibile in macchina. Lorenzo ha promesso che mi ci porterà nelle prossime settimane: cari lettori, siete testimoni anche voi!

Come dicevo, Montalcino è la nostra ultima tappa della gita in Val d’Orcia e abbiamo la fortuna di capitare durante la sagra del Tordo, che si svolge ogni anno l’ultimo week end di ottobre.

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Nel corso della sagra, sono allestiti vari stand, uno per ogni quartiere di Montalcino, nei quali vengono cucinati i piatti tradizionali. C’è di tutto, dalle quaglie arrosto al cinghiale con la polenta, dalle pappardelle con sugo di lepre ai funghi porcini cucinati in ogni modo. Provate ad immaginare il profumo che ci avvolge appena usciti dalla macchina.

Noi abbiamo optato per: donzelline (triangoli di pasta fritta), ravioli ai funghi porcini, funghi porcini fritti e alla griglia e, per finire, cantucci e vin santo. Appesantiti dal lauto pasto, iniziamo ad esplorare lentamente la città, partendo dalla Fortezza etrusca e dal Duomo, che dominano la città dall’alto, scendendo poi verso il centro.

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Nella parte bassa, infatti, c’è il centro vivo del borgo, con i suoi viali pieni di negozi ed enoteche che offrono degustazioni di vino gratuite. Perdendoci tra le sue strade, ci facciamo tentare da qualche assaggio di Brunello di Montalcino, andando un po’ alla cieca però, visto che sono più di duecento i produttori di questo vino.

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FIRENZE

Il nostro punto d’appoggio è stata lei, Firenze. Nonostante l’abbia già visitata altre due volte in passato, riesce sempre a emozionarmi.

Avendo già avuto modo di vedere le principali attrazioni turistiche e museali, abbiamo preferito riservarle solo un giorno su tre, l’ultimo prima della partenza, per chiudere in bellezza. Ci siamo persi tra le strade, facendoci largo tra la folla di turisti, partendo dal Duomo, immenso, perfetto e maestoso come sempre, fino a Ponte Vecchio, così romantico circondato dai colori autunnali da sembrare un quadro.

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Confondendoci tra i turisti, arriviamo fino a Piazza della Signoria, un luogo così pregno di arte che non si sa da che parte guardare e si vorrebbe poter espandere il campo visivo davanti a tanta bellezza.

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Proseguiamo fino a Piazza della Repubblica, dove resto incantata davanti ai giri dell’antica giostra, che regala gioia ai bambini da chissà quanti anni.

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Per pranzo decidiamo di andare al Mercato Centrale e non potremmo fare scelta migliore. Finalmente assaggio il famoso panino con lampredotto e salsa verde, una vera specialità che sognavo di provare da molto tempo.

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Infine, verso l’ora del tramonto, Firenze decide di salutarci vestita di una luce dorata che dipinge tutti i tetti, che abbiamo la fortuna di ammirare dall’altro del Piazzale Michelangelo.

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Per vedere altre foto del mio week end toscano, vi ricordo di dare un’occhiata su Instagram e Facebook.

A presto, Ila.

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