Asia, viaggi

Intossicazione alimentare in viaggio: la mia esperienza in Thailandia

Vi ho sempre raccontato i viaggi nella loro accezione più positiva e gratificante, ma ciò non toglie che, come avviene nella vita di tutti i giorni, possano accadere degli imprevisti anche durante i viaggi.

Dal momento che in questo spazio virtuale raccolgo tutte le mie esperienze di viaggio, ho pensato che fosse giusto – e forse anche utile – parlarvi anche di un’esperienza negativa che ho collezionato durante il mio viaggio in Thailandia, nel 2015.

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In particolare, vorrei darvi qualche consiglio su quali sono i modi per prevenire le intossicazioni alimentari prima e durante il viaggio e anche su cosa fare in caso di emergenza.


PREVENIRE

Partiamo dal presupposto che sono un soggetto predisposto ad aver problemi di digestione. Per questo, da quando ho iniziato a viaggiare in posti lontani, ho iniziato a prendere una serie di cautele da adottare sia prima di partire che mentre sono sul posto.

  • cura a base di fermenti lattici. Quando si viaggia, il nostro organismo viene sottoposto ad un forte stress, causato dal jet-leg, dal cambio di abitudini, dai ritmi serrati del viaggio e, in alcuni Paesi, anche dalle scarse condizioni igieniche a cui non siamo abituati. Per questo, inizio a fare una cura a base di fermenti lattici a partire da una settimana prima del viaggio, in modo da arrivare alla mia destinazione nelle migliori condizioni possibili.
  • andare dal medico. Altra cosa fondamentale per me, soprattutto se il viaggio sarà in un posto molto lontano da casa, è andare dal medico prima di partire per farmi consigliare quali medicine portare con me. In genere, oltre ai normali antidolorifici a base di ibuprofene, agli antipiretici e ai farmaci per la mia allergia, porto sempre con me: antidiarroici, fermenti lattici e due tipi di antibiotico, uno specifico per le vie aeree (soprattutto nei posti caldi, il mal di gola da aria condizionata è dietro l’angolo!) e uno specifico per l’apparato gastrointestinale. Ovviamente questo elenco riguarda ME e la MIA esperienza e, chiaramente, non essendo un medico, non posso dire a voi cosa portare in valigia. Quindi mi limito a dirvi di fissare un appuntamento con il vostro medico di base, dirgli dove andrete in vacanza e per quanto tempo e farvi consigliare da lui quali medicine sia meglio portare con sé.
  • attenzione all’acqua. Nella maggior parte dei paradisi tropicali, l’acqua che esce dal rubinetto non è potabile. Di conseguenza, è necessario di fare molta attenzione mentre si fa la doccia e quando si lavano i denti. Durante la doccia cerco di tenere sempre la bocca chiusa, in modo da evitare ogni tipo di contatto con i batteri presenti nell’acqua; mentre per lavare i denti, preferisco evitare l’uso dell’acqua corrente e utilizzo una bottiglia di acqua minerale per fugare ogni rischio di ingestione accidentale.
  • il problema del ghiaccio. Da quando ero piccola, mi sono sentita dire che nei paesi dove l’acqua non è potabile, non bisogna bere bevande con il ghiaccio. In realtà, informandomi meglio, ho scoperto che in questi posti il ghiaccio non viene fatto con l’acqua non potabile, ma viene comprato ed è sottoposto a molti controlli. Ciononostante, anche in questo caso, onde evitare ogni tipo di rischio, ordino sempre bevande senza ghiaccio.
  • solo cibi cotti o “sbucciabili”. Altra regola fondamentale: evitare i cibi crudi (insalate, pomodori) e preferire i cibi cotti (il calore del fuoco uccide i batteri). Per quanto riguarda la frutta, che nei posti tropicali è deliziosa, basta evitare la frutta che non viene sbucciata (albicocche, uva) e scegliere quei frutti che possono essere sbucciati (mango, mela). Questo perché, la frutta o la verdura viene lavata sotto l’acqua corrente e alcuni batteri potrebbero rimanere sulla buccia.

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CURARE

E cosa fare se tutte queste accortezze non riescono ad impedire l’intossicazione? E’ esattamente quello che è successo a me in Thailandia.

Ancora non riesco a capire cosa sia stato a farmi stare male, ma si ipotizza che il cibo “avvelenato” sia stato un frullato di papaya che avevo comprato ad un food truck a Phuket, nonostante io l’abbia chiesto senza ghiaccio e la papaya fosse stata sbucciata davanti a me. Forse mentre ero distratta la ragazza che mi ha servito ha sciacquato la frutta sotto l’acqua corrente? Non lo so, ma quel frullato resta l’unica cosa che io e Lorenzo non abbiamo condiviso e, dal momento che a stare male sono stata solo io, resta il maggiore indiziato.

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Il frullato di papaya incriminato!

I sintomi. La sintomatologia dell’intossicazione alimentare può variare molto da soggetto a soggetto. I miei sintomi sono stati: febbre alta e diarrea. In un primo momento, pensavo che la febbre fosse dovuta al troppo sole preso durante il giorno in spiaggia, ma quando ho iniziato a star male anche con l’intestino ho capito che non si trattava di una semplice insolazione.

Ho, così, consultato il mio medico di base, il quale mi ha prescritto un antipiretico per far abbassare la febbre e l’antibiotico che mi aveva prescritto prima di partire. Se la temperatura si è abbassata nel giro di poche ore, il problema intestinale non accennava a migliorare, neppure dopo 2 giorni di cura. 

Le soluzioni. Che fare? Presi dallo sconforto e preoccupati per il mio stato di salute (ero completamente senza forze!), abbiamo capito che le alternative erano due:

  1. contattare la nostra ASSICURAZIONE MEDICA. Prima di partire per un Paese extra-europeo è fondamentale stipulare un contratto di assicurazione medica. Perché? Perché può capitare a tutti di star male e, al di fuori dell’UE, la sanità potrebbe avere costi elevatissimi. In Thailandia, eravamo coperti dalla Allianz Assicurazioni, che è stata molto efficiente nel momento di emergenza. Ci era stato fornito, infatti, un numero di un referente disponibile h24, il quale ci ha assicurato che l’ospedale convenzionato con l’assicurazione era un’ottima struttura internazionale e ci suggerì di andare a farmi curare lì.
  2. contattare un MEDICO PRIVATO. Se, come nel mio caso, non avete sintomi eccessivamente preoccupanti o non volete andare in ospedale, potete contattare un medico privato sul posto, attraverso la reception del vostro hotel. Il medico verrà a visitarvi nella vostra camera e vi fornirà le medicine necessarie.

Noi abbiamo optato per la seconda soluzione. Il prezzo è stato sicuramente più elevato (80€ di parcella, contro i 50€ di franchigia richiesta dalla nostra compagnia assicurativa), ma abbiamo preferito pagare qualcosa in più, ma evitare di affrontare il viaggio dall’hotel all’ospedale, che si trovava dall’altra parte dell’isola, dal momento che ero completamente spossata.

Dopo averlo contattato tramite la reception, il medico è arrivato nel giro di mezz’ora e, nonostante i problemi di comunicazione (parlava solo thailandese!), ha capito subito qual era il mio problema.

Alla fine, abbiamo scoperto il motivo per il quale la mia condizione non migliorava: l’antibiotico che il  mio medico di base mi aveva prescritto a scopo precauzionale, era un antibiotico ad ampio spettro, mentre con un’intossicazione seria come la mia era necessario un antibiotico specifico per il tratto gastrointestinale, come quello che mi ha fornito il medico thailandese.

Fortunatamente, già dopo poche ore dalla visita del medico, ho ripreso a stare bene e sono stata in grado di godermi gli ultimi giorni di vacanza.

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Questa foto è stata scattata quando finalmente ho iniziato a riprendermi.

Al contrario di quanto scrivo alla fine di ogni mio post, spero che questo racconto NON debba mai esservi utile, ma, nel malaugurato caso in cui doveste trovarmi nella situazione in cui mi sono trovata io, spero che possa aiutarvi ad affrontare il problema.

A presto, Ila

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5 pensieri su “Intossicazione alimentare in viaggio: la mia esperienza in Thailandia”

  1. Pensa che a me è successo un po’ di anni fa in Puglia, senza andare in una destinazione esotica! Cena a base di pesce crudo, e il giorno dopo su un gruppo di venti persone ci siamo sentiti male quasi tutti. E sono stata talmente male che che da allora non mangio più pesce crudo…

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    1. Ciao Silvia! Con il pesce crudo bisogna stare attentissimi, anche perché può portare problemi molto più gravi di una semplice intossicazione. Fai bene ad evitarlo, soprattutto in posti che non conosci bene. Un bacione 😊

      Piace a 1 persona

  2. Grazie per il tuo racconto perchè, davvero, solitamente si raccontano e descrivono i momenti belli e le attività da non perdere, mentre una cosa come questa può effettivamente capitare a tutti, quindi brava, ottimo lavoro!

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